La modalità del parto influenza il tipo di batteri che per primi entrano in contatto con il neonato

Elmundo.es L’ essere partoriti per via vaginale o con taglio cesareo può influire sui primi batteri che vengono a contatto con il neonato.

Quei bambini nati dal parto vaginale hanno il primo contatto con i ceppi di batteri del canale del parto della madre, mentre nel caso di coloro che sono nati con taglio cesareo, questi primi ceppi derivano dalla cute, un fatto che può spiegare perché sono più propensi a sviluppare allergie o asma nella loro vita.

Queste conclusioni sono tratte da una ricerca condotta presso l’Università di Porto Rico, in collaborazione con l’Università del Colorado, Istituto Venezuelano di Ricerca Scientifica e l’Howard Hughes Institute (USA). Lo studio ha valutato 10 neonati, di cui 4 nati da parto vaginale e 6 da cesareo.

Sono stati raccolti dalle madri, campioni di flora vaginale; nei neonati della mucosa orale e della pelle nelle prime ore della nascita, a cinque minuti e 24 ore dal parto, rilevando grandi differenze tra gruppi di bambini.

Se il parto era di taglio cesareo, c’era una più alta prevalenza di ceppi di Staphylococcus (alcuni di questi ceppi sono resistenti agli antibiotici e quindi rimangono una preoccupazione per la comunità scientifica), Corynebacterium (la maggior parte non causano la malattia) e Propionibacterium (alcuni dei quali determinano acne).

A differenza di questi, i nati vaginale avevano una maggiore presenza di Lactobacillus, Prevotella o Sneathia, simile a quelli presenti nella flora vaginale materna.

Questi dati, insieme a quelli dei paesi che seguono le raccomandazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel ridurre al 15% i nati da parto cesareo si possono avere importanti implicazioni per la salute pubblica. L’ipotesi dei ricercatori suggerisce che i batteri trasmessi nei parti vaginali possono trovare una maggiore difesa nei neonati.

Share this post