GRAVIDANZA SETTIMANA 17

CAMBIAMENTI NEL BAMBINO:

Durante la settimana 17 di gravidanza il feto è tra 11 e 12 cm e pesa 100 grammi. Il suo aspetto è sempre più simile a quello di un neonato. Il grasso comincia ad apparire in tutto il corpo. Il tessuto adiposo è importante per mantenere il calore del corpo e regolarne il metabolismo.

L’acqua costituisce un terzo del suo corpo. La posizione abituale è semi-flessa con le mani all’altezza del mento ed i piedi incrociati sul cordone ombelicale. Alcune volte dorme altre è sveglio e i suoi movimenti sono sempre più forti.

Il basso addome si nota ingrandito e gonfio e si è perso il punto vita, quindi occorre iniziare ad usare i vestiti premaman, anche se sono ancora un po’ grossi, ma la madre sarà più a suo agio. L’utero è tra i 4 e 5 cm e la sua forma è più ovale, risalendo le anse intestinali.

L’utero è attaccato alla parete pelvica da legamenti chiamati legamenti rotondi. Questi legamenti sono allungati e addensati con la gravidanza e man mano che l’utero cresce, può causare dolore e disagio a livello addominale. Il dolore può essere situato su entrambi i lati o solo su un lato e aumenta con certi movimenti che tendono a stirare i legamenti rotondi. E’ quindi importante che quando appare il dolore ci si metta su un fianco e si riposi. La cosa importante da sapere è che, nonostante il dolore possa essere forte, il bambino non ne è interessato.

Anche se il vostro bambino si muove più frequentemente e i suoi movimenti sono più forti, è raro che si possa sentire qualcosa e ci si continua a sorprendere, quando si vede il bambino muoversi con l’ecografia perché “non si sente niente”.

L’amniocentesi viene eseguita tra la 16° e la 18° settimana. Essa consiste nella rimozione del liquido amniotico (circa 15 ml) sotto guida ecografica con un ago sottile che viene inserito nell’addome arrivando fino in utero. Il test dura pochi minuti, ma poi è necessario stare a riposo a letto per 48 ore. Nel liquido amniotico ci sono cellule fetali determinate dalla desquamazione della pelle e della via urinaria del bambino, che sono esaminate al microscopio, esaminando la loro mappa cromosomica e le eventuali alterazioni genetiche. Il risultato della amniocentesi arriva dopo 2 o 4 settimane, secondo i centri. In alcuni ospedali vi èun test chiamato FISH, che può diagnosticare la sindrome di Down entro un giorno dopo l’amniocentesi.

L’amniocentesi è indicata quando lo screening biochimico fornisce un elevato rischio di anomalie cromosomiche, nelle donne sopra i 35 anni, se c’è una malformazione rilevata mediante ecografia, quando entrambi i genitori sono portatori di una malattia genetica o si ha già un bambino affetto da una malattia genetica. Oltre a diagnosticare eventuali anomalie cromosomiche, l’amniocentesi è anche usata per diagnosticare possibili infezioni del feto, come la toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus. La percentuale di aborti dopo amniocentesi è inferiore all’1%. Occorre firmare un consenso informato prima di sottoporsi a questo test.

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