ESAMI VAGINALI, CONTRAZIONI

  • Esami vaginali

Sono essenziali durante il parto le esplorazioni vaginali in modo da valutare come si modifica il collo dell’utero, non solo nella sua espansione, ma anche per stimare la sua consistenza e la sua posizione.

Questa esplorazione può essere fastidiosa e anche dolorosa, perché la cervice è in una posizione molto posteriore rispetto la vagina. Nella maggior parte dei casi, gli esami vaginali sono dolorosi, perché la donna incinta è tesa e i glutei ed i muscoli che circondano la vulva si irrigidiscono. E’ importante lasciare sciolti i muscoli del perineo praticando gli esercizi di Kegel, tenendo tesi i muscoli pelvici per alcuni secondi e poi rilasciandoli lentamente.

Man mano che il parto progredisce, la cervice si centralizza e le esplorazioni saranno meno dolorose.

 

  • Contrazioni

Le forze trainanti del feto attraverso il canale del parto sono costituite da contrazioni uterine e la contrazione dei muscoli addominali, il risultato finale è la dilatazione e un accorciamento del collo dell’utero e l’espulsione del feto.

Ci sono alcuni cambiamenti ormonali nell’unità madre-feto-placentare, che producono una maggiore sensibilità delle fibre muscolari dell’utero a una sostanza chiamata ossitocina. Allo stesso tempo, i cambiamenti nella cervice provoca il rilascio di un’altra sostanza chiamata prostaglandina che influenza anche con le contrazioni uterine. Quindi, sono l’ossitocina e le prostaglandine che producono le contrazioni uterine.

Nella maggior parte dei casi, per via endovenosa viene somministrata ossitocina a quelle pazienti che hanno già contrazioni spontanee ma con questa le contrazioni diventeranno più intense e più frequenti e quindi si accelererà il periodo di dilatazione.

Nei casi in cui la donna arrivi all’ospedale con molta dilatazione oppure ha molte contrazioni, regolari ed intense, non è necessario somministrare ossitocina ma sarà sempre necessario inserire una cannula nelle vene per la somministrazione urgente di farmaci, se necessario.

E’ difficile determinare quando una donna incinta è in travaglio, ed è forse la cosa di maggiore interesse per le donne in gravidanza che spesso chiedono “Quando posso sapere se sono in travaglio?”. Durante il travaglio, le contrazioni sono regolari e ritmiche, e non passano aneppure se la madre si siede o si sdraia. Il tempo tra le contrazioni diminuisce sempre di più e si ripeteranno ogni 10 minuti fino ad una ogni minuto. Al contrario, la durata di ogni contrazione si allungherà passando da 20-25 secondi a più di 30-35 secondi.

In breve, le contrazioni del travaglio stanno diventando “più frequenti e più lunghe”.

Per quanto riguarda il dolore, questo non è un segno del parto. Le prime contrazioni della nascita di solito non sono dolorose. Si sentono e sono fastidiose come quelle che si hanno avute in modo irregolare le settimane prima del parto. Ecco perché, ci sono donne che non si accorgono delle prime contrazioni del parto. Quindi più importante del dolore, è il fatto che la pancia diventi dura in modo ritmico, questa è l’indicazione per andare in ospedale perché il travaglio è iniziato.

Più tardi, quando il travaglio è andato avanti, le contrazioni possono diventare più fastidiose e dolorose. Il dolore si fa sentire nel 90% dei casi nel basso addome e nel 10% nella regione lombare (il cosiddetto “parto di reni”, anche se i reni sono situati più sopra) . A volte il dolore può irradiarsi fino alle cosce. Però sarà sempre la pancia che si farà dura. Tra una contrazione e l’altra la sensazione dolorosa può scomparire del tutto o diventare la zona dolente, mentre la pancia è molle.

Ci sono donne che descrivono il dolore del travaglio come quello del ciclo, ma altri lo descrivono come una pressione addominale che inizia dall’ombelico fino al pube. Il fatto che una donna avesse un ciclo molto doloroso non significa che il travaglio sarà più doloroso. Al contrario, le donne che hanno un ciclo più doloroso riescono a sopportare le contrazioni uterine meglio perché in qualche modo sono abituate a loro.

Comunque, il dolore dipende da donna a donna e coinvolge diversi fattori obiettivi e soggettivi. Tra i fattori oggettivi del dolore delle contrazioni sono la dilatazione cervicale superiore a 5 centimetri (una maggiore espansione, maggiore dolore), la borsa amniotica rotta (soprattutto dopo un’ora) e parto lungo.

Per quanto riguarda i fattori soggettivi del dolore delle contrazioni ci sono la paura, l’ansia, i problemi personali o familiari e la paura di ciò che non si conosce, cioè il parto.

Pertanto, possiamo concludere che una donna può influenzare una parte nel modo in cui percepisce la sensazione dolorosa delle contrazioni e modificare quei fattori che aumentano i fattori psicologici. Il ruolo del partner durante il travaglio è essenziale per aiutare la madre a controllare meglio questi dolori.

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